Marco Zeno: Il bosco Dei sogni
L’opera di Marco Zeno, realizzata con tronchi di olivo e castagno, si configura come un bosco antropomorfico di matrice metafisica. Non è una foresta naturale, bensì una costruzione artistica e simbolica che trasforma la materia vegetale in un paesaggio interiore, luogo di introspezione e di rinascita.
Il bosco, nella tradizione mitica e letteraria, è da sempre associato a dimensioni liminali: spazio di smarrimento e di rivelazione, di pericolo e di rigenerazione. Dante apre la sua Commedia con la “selva oscura”, mentre nelle fiabe popolari la foresta è teatro di prove iniziatiche e di incontri con il meraviglioso. Zeno riprende questa valenza archetipica e la traduce in forme scultoree che dialogano con la memoria collettiva e con l’immaginario universale.
Le figure che emergono dal legno presentano diversi stadi di lavorazione:
- Parti compiute, che rivelano la mano sicura dell’artista.
- Accenni appena scolpiti, che suggeriscono possibilità non ancora realizzate.
- Cavità profonde, che evocano la ricerca di un divino nascosto nella materia.
Questo processo richiama la concezione leonardesca della forma come stratificazione e l’“incompiuto” michelangiolesco, dove l’opera sembra liberarsi progressivamente dalla materia grezza.
l “bosco dei sogni” non è soltanto un insieme di sculture, ma un dispositivo estetico e spirituale. Esso diventa:
- Luogo di incubazione e protezione, metafora di un percorso di crescita.
- Spazio iniziatico, in cui l’osservatore è chiamato a confrontarsi con sé stesso.
- Ambiente onirico, popolato da miti, fiabe e figure fantastiche.
L’opera di Zeno si colloca in una tradizione che concepisce l’arte come strumento di conoscenza e trasformazione. Il “bosco” non si limita a essere contemplato: invita a un’esperienza immersiva, in cui la dimensione estetica si intreccia con quella psicologica e spirituale. In tal senso, il “Bosco dei sogni” rappresenta una prova iniziatica contemporanea, capace di restituire all’arte il suo ruolo originario di ponte tra l’umano e il trascendente.















































































